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FIVET per pazienti oltre i 40 anni

Dott. Andrea Borini
Direttore di 9.baby – Family & Fertility Center, 9.baby – Family and Fertility Center

Categoria:
Maternità in età avanzata

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Da questo video puoi scoprire:
  • Qual è la percentuale di trattamenti di PMA eseguiti dopo i 40 anni?
  • Qual è la percentuale di successo dei trattamenti di PMA eseguiti dopo i 40 anni?
  • Quale è il numero ottimale di ovociti da recuperare per ottenere una gravidanza?
  • Di quanti ovociti abbiamo bisogno per ottenere un embrione euploide?
  • Quali sono i rischi ostetrici per una gravidanza over 40?
  • Quando è opportuno valutare un trattamento di tipo eterologo?
 

Quale sono le difficoltà per le donne oltre i 40 anni che desiderano accedere ad una FIVET?

In questa sessione il Dott. Andrea Borini, Direttore di 9.baby – Family & Fertility Center, ha spiegato quali conseguenze, tra cui la diminuzione della capacità riproduttiva, comporta l’età della donna oltre i 40 anni.

Quale sono le difficoltà per le donne oltre i 40 anni che desiderano accedere ad una FIVET? - Questions and Answers

Quali sono i rischi di alterazioni cromosomiche e malformazioni in una gravidanza iniziata dopo i 40 anni?

Le alterazioni cromosomiche consistono tipicamente in anomalie nel numero dei cromosomi (il loro aumento o la loro diminuzione). In pratica ci possono essere tre cromosomi (trisomia) anziché due o uno solo (monosomia) anziché due. Si riscontrano maggiormente al crescere dell’età materna. In caso di presenza di alterazioni cromosomiche o malformazioni aumenta il rischio di aborto.

Che aspetto ha il normale conteggio dei follicoli antrali (AFC)? Quanti follicoli antrali dovrebbero esserci?

I follicoli antrali sono follicoli molto piccoli di 7-10 mm presenti in giornata 2-4 del ciclo. Dovrebbero esserci 12-15 follicoli complessivi nelle due ovaie.

Salve, vorrei sapere se il numero di ovociti recuperati è correlato alle probabilità di ottenere una gravidanza anche nelle donne affette da sindrome dell’ovaio policistico.

Assolutamente si anzi, queste pazienti hanno normalmente un alto numero di ovociti recuperati e di conseguenza vedono aumentata la loro probabilità cumulativa, ovviamente non è necessario recuperare un numero troppo alto di ovociti per vedere aumentare quest’ultimo valore.

La possibilità di avere una gravidanza gemellare da una blastocisti crioconservata aumenta o diminuisce con l’aumentare dell’età?

Sostanzialmente è la medesima; la possibilità di avere una gravidanza gemellare monozigote da un embrione solo trasferito, non dipende dall’età della donna ma dalla blastocisti stessa, tecnicamente la protrusione che l’embrione fa per impiantarsi nell’endometrio all’interno dell’utero è già presente nel momento in cui la andiamo a trasferire e questo può portare ad avere una doppia placenta e quindi una divisione dell’embrione.

Buonasera, ci sono paesi nei quali l’eterologa è effettuata anche su pazienti di 60 anni, lei ritiene che sia una procedura sicura?

Prima che in Italia venisse vietata la fecondazione eterologa, noi fummo tra i primi al mondo ad avere una donna di 56 anni che portò a termine una gravidanza, dopo aver modificato i dati dei propri documenti per paura che le fosse impedito di effettuare il trattamento. Conseguentemente a questo abbiamo effettuato moltissimi studi ed ho personalmente effettuato numerosi incontri in tutto il mondo proprio per parlare delle gravidanze dopo i 50 anni; ciò che è emerso è una minore sicurezza nelle gravidanze al di sopra dei 50 anni rispetto a quelle al di sotto di questa età così come a 50 è meno sicura rispetto a quanto non lo sia al di sotto dei 40, parliamo di sicurezza in relazione a tutte quelle patologie ostetriche che si possono instaurarsi, come l’ipertensione gravidica, il diabete gravidico o la gestosi, quest’ultima è una patologia potenzialmente letale per la donna e per il bambino stante la possibilità che si presenti un quadro di CID, coagulazione intravascolare disseminata (di cui abbiamo spesso sentito parlare nell’ultimo periodo poiché il coronavirus ha portato anche a queste situazioni cliniche) ovvero trombosi disseminate nel corpo della gestante che possono portare alla morte della paziente; diventa quindi necessario intervenire in anticipo facendo partorire la paziente tramite un cesareo d’urgenza e questo talvolta può avvenire molto presto, intorno alla ventiseiesima, ventisettesima o ventottesima settimana potendo causare nel bambino problemi di eccessiva prematurità.

Salve. All’età di 20 anni ho avuto una gravidanza extrauterina, l’asportazione di una tuba e a 33 anni una gravidanza naturale terminata purtroppo in un aborto spontaneo. Adesso ho 40 anni ho effettuato 4 cicli di stimolazione di cui l’ultima positiva conclusasi purtroppo con un aborto. Non ho fino, ad oggi, effettuato alcun esame per controllare la condizione delle tube poiché la mia dottoressa non ritiene sia necessario, ho effettuato solo un isteroscopia ed un intervento per utero setto; lei cosa mi consiglia?

Concordo con la sua dottoressa in merito al fatto che non sia necessario indagare per vedere se la tuba sia aperta o meno poiché lei ha avuto una gravidanza con riscontro positivo, (purtroppo terminata con un aborto) e questo ci dice che la tuba ha funzionato. Ritengo che alla sua età sia utile accedere alla fecondazione in vitro perché questo le permetterebbe di aumentate nello spazio di un mese, le probabilità che lei potrebbe avere nel doppio del tempo poiché, avendo solo una tuba ha la possibilità di rimanere gravida solo nel mese in cui ovula in corrispondenza della tuba mentre nel mese in cui ovula dove la tuba non è presente, non può instaurarsi una gravidanza; considerando che a 40 anni è importante prestare attenzione al passare del tempo poiché all’aumentare dell’età diminuiscono le probabilità di riuscita, ritengo possa essere utile tentare con una fecondazione in vitro effettuando magari una diagnosi sugli embrioni per cercare di riuscire ad ottenere la gravidanza il prima possibile.

Salve, a quale settimana gestazionale diminuisce sensibilmente la probabilità di aborto? Vale lo stesso per una gravidanza dopo i 40 anni?

Normalmente dopo la decima settimana; soprattutto dopo i 40 anni, ma già dopo i 30, solitamente l’evento aborto si verifica intorno alla sesta, settima o ottava settimana, dopo la decima settimana la percentuale di questi diminuisce sensibilmente.

Gentile dottore, il transfer di molteplici embrioni (2 o 3), aumenta la probabilità di gravidanza? Negli ultimi anni la tendenza sembra quella di trasferire singole blastocisti.

Solitamente si sceglie di trasferire una singola blastocisti perché questo stadio di sviluppo viene raggiunto dopo che l’embrione è stato tenuto in coltura per 5 giorni, si sceglie questa procedura poiché buona parte degli embrioni che si formano, smettono di crescere nei primi 5 giorni e il numero di embrioni che abbiamo tra il secondo terzo quarto e quinto giorno, cala sensibilmente di giorno in giorno; In passato si trasferivano 4 o 5 embrioni per volta perché i terreni di coltura, non erano molto affidabili e in molti casi nessuno di questi embrioni riusciva ad impiantarsi, in taluni altri invece accadeva che ci trovassimo di fronte a 4 o 5 embrioni che attecchivano correttamente; negli anni fortunatamente sono migliorate le qualità della capacità di coltura, soprattutto nei laboratori dei centri più performanti e quindi ad oggi possiamo ridurre il numero di embrioni che trasferiamo, a parità di gravidanze ottenute poiché sappiamo che quando si trasferiscono più embrioni, se questi sono di buona qualità, possono verificarsi gravidanze multiple con tutti i problemi che ne derivano dato che la gemellarità può vedere il verificarsi di parti prematuri che sappiamo possono essere particolarmente complicati. Oggi si sceglie di arrivare a blastocisti e se ne trasferisce una per volta, in risposta al desiderio delle coppie che spesso vogliono avere un solo bambino. Diversa ad esempio è la situazione negli stati uniti dove la maggior parte delle pazienti sa che una volta ottenuta una gravidanza non vorrà affrontarne una ulteriore e quindi chiede anche in caso di ovodonazione che vengano trasferite più blastocisti per poter aver i due bambini desiderati.

Salve dottore ho 45 anni, ho avuto un aborto all’età di 42 e 2 tentativi di IVF con i miei ovociti a 43 anni, entrambi falliti; consideriamo ora, speranzosi, il tentativo con ovodonazione, cosa mi consiglia? Ho un endometrio sottile dovuto all’asportazione parziale ed erronea da parte del ginecologo durante la pulizia dell’utero conseguente all’aborto spontaneo.

Il problema dell’endometrio sottile, o l’eventualità che si possa essere in presenza di una sindrome di Asherman (patologia caratterizzata dalla formazione aderenze o tessuto cicatriziale all’interno dell’utero), non significa che sia certamente impossibile avere una gravidanza, basti pensare ai casi di gravidanze extrauterine in presenza delle quali l’embrione si impianta nella tuba in piccoli frustri di tessuto endometriale; normalmente, nella maggior parte dei casi nel momento immediatamente precedente l’ovulazione, l’endometrio ha uno spessore compreso tra i 7 e i 10 millimetri, se l’endometrio della paziente ha uno spessore molto inferiore a quello descritto è probabile che non si verifichi l’impianto e questo indubbiamente diminuisce la probabilità di avere un bambino.

Quale potrebbe essere l’ultima opzione disponibile per una coppia sopra i 40 anni, Prima di abbandonare il percorso?

E’ importante prendere in considerazione quanti trattamenti sono stati effettuati e quanti embrioni sono stati trasferiti; se ad esempio la coppia sopra i 40 anni ha prodotto uno o due embrioni per ciclo e ha effettuato due o tre cicli (colgo l’occasione per sfatare il luogo comune secondo il quale dopo tre cicli non si avranno gravidanze), siamo di fronte ad una coppia che ha trasferito cumulativamente non più di 6 embrioni ed ha quindi simulato sei mesi di rapporti nel giorno giusto, direi che forse è presto per abbandonare il percorso, ovviamente parlando da un punto di vista meramente clinico e biologico e non emotivo; se per ultima opzione disponibile si intende l’ipotesi di utilizzare i propri ovociti suggerisco di effettuare il transfer solo dopo aver effettuato la diagnosi cromosomica sugli embrioni, se invece si pensa all’eventualità di effettuare una procedura di tipo eterologo questa migliora enormemente le possibilità ma ovviamente la valutazione di accedere a questo tipo di trattamento è individuale e viene valutata di volta in volta dalle singole coppie.

Salve, dopo un aborto farmacologico a sette settimane, quanto tempo è consigliabile aspettare prima di effettuare un nuovo transfer da congelato?

Un aborto così precoce, non lascia strascichi particolari, direi che si può attende una mestruazione spontanea e poi procedere nuovamente.

Una volta avvenuto il concepimento, la gravidanza si sviluppa nel medesimo modo in pazienti più giovani e nelle pazienti di 40 anni o queste ultime devono essere monitorate più spesso?

Nelle pazienti al di sopra dei 40 anni è richiesto di monitorare con maggiore attenzione solo la parte relativa alla pressione arteriosa per evitare la gestosi, il monitoraggio è utile per vedere le condizioni generali della paziente, non tanto per la gravidanza di per se.

Qual è la differenza tra riserva ovarica e qualità degli ovociti?

Quando parliamo di riserva ovarica, ci riferiamo al numero di ovociti disponibili nell’ovaio, questa quantità può diminuire per problematiche genetiche o per problematiche chirurgiche, una paziente ad esempio che avesse subito l’asportazione di una parte dell’ovaio, avrà ovviamente una riserva ovarica inferiore e questo può verificarsi indipendentemente dall’età della paziente essendo strettamente correlato ad una condizione individuale della paziente; certamente il diminuire della riserva ovarica è strettamente legato all’aumentare dell’età pertanto una donna di 43 anni avrà una riserva ovarica ridotta rispetto ad una donna di 25 anni; la qualità degli ovociti invece, indica la capacità del singolo ovocita di generare un embrione che sarà in grado di svilupparsi e questo è indipendente dal numero di ovociti disponibili sebbene, è evidente che avere un alto numero di ovociti aumenta la probabilità di essere in presenza di ovociti di buona qualità.

Salve dottore, faccio una domanda un po’ invadente; ho sentito che al 9.baby privato di bologna è disponibile un macchinario in grado di vedere la qualità degli embrioni senza dover ricorrere necessariamente alla diagnosi preimpianto.

A Bologna, ma non solo, abbiamo quello che tecnicamente viene chiamato incubatore time-lapse; si tratta di una strumentazione in grado di fotografare l’embrione nel periodo in cui si trova nell’incubatore e poi ricostruire una sorta di filmato, (simile a quello in cui si vedono le nuvole muoversi velocemente) tramite il quale possiamo conoscere tempi e modi di divisione dell’embrione e quanto questo si divida in maniera adeguata. Indubbiamente questa procedura ci permette di avere informazioni migliori rispetto a quelle che possiamo ottenere andando a controllare ogni tanto l’embrione prelevandolo dall’incubatore, ma non è paragonabile alla diagnosi preimpianto poiché ad oggi non siamo ancora in grado di comprendere, solo tramite le modalità di divisione, quali embrioni sono euploidi e quali no, quindi la diagnosi preimpianto rimane comunque l’esame migliore per andare a valutare la qualità dell’embrione.

Nella presentazione della rete di 9.baby ho visto che avete un approccio a 360 gradi alla procedura, come avviene la gestione della parte emotiva legata alla parte clinica, che tipo di integrazione si verifica tra questi due elementi?

Da anni ci avvaliamo dell’aiuto di psicologi che sono stati di grande supporto per noi medici, al fine di aiutarci a comprendere molte aspetti di questa procedura oltre che ovviamente un importante riferimento per le coppie; non esiste di fatto una obbligatorietà di affrontare una consulenza dello psicologo prima di effettuare un trattamento di fecondazione in vitro ma c’è comunque la possibilità, per chi lo desiderasse, di avvalersene; il consulto è sempre gratuito in quanto compreso nel costo del trattamento e qualora il paziente decidesse poi di non procedere non dovrà pagare alcunché, questo perché riteniamo sia importante perseguire una strada di questo tipo anche se non crediamo sia necessario rendere obbligatori questi incontri; ad oggi c’è grande discussione su questo argomento perché spesso, soprattutto nella parte maschile si riscontra una certa avversità a confrontarsi con lo psicologo derivante da una visione prettamente appartenente a noi latini ,che associa la figura dello psicologo e quella dello psichiatra e quindi fa sì che i pazienti tendano a convincersi che un percorso di questo tipo sia sintomo di una patologia psichiatrica da curare , non è così ma non è semplice farlo capire ai nostri assistiti e diventa pertanto difficile rendere obbligatorio questo tipo di consulto.

Relatore
Dott. Andrea Borini

Dott. Andrea Borini

Il dott. Andrea Borini è un ginecologo che da 30 anni si occupa di medicina della riproduzione e di tutte le tematiche connesse alla fertilità. Si è formato a Bologna, frequentando il Servizio di Fisiopatologia della Riproduzione diretto all’epoca dal Prof. Carlo Flamigni, ha proseguito la propria formazione facendo ricerca nel campo della sterilità di coppia anche negli Stati Uniti, presso l’Università di California Irvine, con il Prof. Asch. Ha una forte esperienza anche nell’ambito dell’Andrologia e delle problematiche legate all’infertilità maschile, avendo un Master Universitario e un Diploma di perfezionamento universitario in Andrologia, conseguiti presso l’Università di Padova. Ha pubblicato oltre 270 lavori in materia di fecondazione assistita su riviste italiane e internazionali, è membro del comitato editoriale di ``Fertility and Sterility`` e co-redattore e reviewer per le principali testate internazionali di settore. E’ docente ai corsi e ai master dedicati alla disciplina presso l'Università di Teramo e l'Università di Urbino; è Direttore Scientifico per numerosi Corsi di formazione sulla Fecondazione Assistita. Nel 2019 ha ottenuto l’Abilitazione scientifica nazionale all’insegnamento di prima e seconda fascia. Past president della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione (SIFES_MR), membro fondatore della task force “Fertility preservation in severe diseases” della European Society of Human Reproduction (ESHRE), membro della International Society for Fertility Presevation (ISFP), è socio fondatore di PRO-FERT, Società Italiana di Conservazione della Fertilità. E’ attualmente direttore della rete di centri per la fertilità 9.baby, nata a Bologna dall’esperienza di Tecnobios procreazione, oggi presente su tutto il territorio nazionale.
Moderatore
Stefano Urbani

Stefano Urbani

Stefano Urbani, Formatosi prima come Ingegnere Gestionale presso il Politecnico di Milano e poi come Executive MBA, ha studiato Global Business Management al Boston College e Negotiation presso Audencia Business School di Nantes. Esperto di gestione organizzativa e di Risorse Umane, con una profonda attenzione alle Operations nei diversi processi toccati, ha diversi anni di esperienza professionale nello sviluppo di mercati esteri tra i quali, oltre all'Italia, diversi Paesi europei, l’area dell’ex Unione Sovietica CIS e l’area del Golfo GCC. Fondatore di TMI, Turismo Medico Italia: la prima startup innovativa nel mercato del turismo medico per la fornitura di servizi sia incoming per Italia al fine di supportare pazienti stranieri in cerca di cure, check-up o wellness & benessere SPA che per l'outbound in oltre dieci paesi del Mondo per i pazienti italiani in cerca di trattamenti all'estero. In qualità di esperto nello sviluppo di mercati esteri per i Sistemi Sanitari, eroga consulenza a cliniche, ospedali e gruppi sanitari per lo sviluppo del business internazionale. Oggi, Stefano guida la crescita della EFS - European Fertility Society per l’area Italia supportato da uno Staff altamente competente e qualificato. Progetto a cui crede molto per il l’impatto Sociale di alto valore.

Disclaimer:

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Dettagli di contatto: The European Fertility Society C.I.C., 2 Lambseth Street, Eye, England, IP23 7AG

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